For Those About To Record

For Those About To Record #3


Realizzazione di un Home Studio

In questo episodio vediamo come realizzare un Home Studio. Cercherò di dare dei consigli alle persone meno esperte, che per la prima volta vogliono cimentarsi in questo campo.

Primo step: la scelta dell’ambiente e l’insonorizzazione o trattamento acustico.
Una volta che avete individuato la stanza per la realizzazione del vostro Home Studio, un aspetto molto importante riguarda l’acustica ambientale: un buon trattamento delle varie superfici, quali il pavimento, il soffitto e le pareti, andrà ad influire notevolmente sul vostro ascolto e, soprattutto, renderà migliori le riprese di voce e strumenti.

Il mercato offre tantissimo materiale, di qualità e prezzo diversi per il trattamento acustico; inoltre, esistono numerosi siti in Internet che vendono kit composti da pannelli fonoassorbenti e bass trap (trappole per i bassi) da mettere agli angoli della stanza.
Per il pavimento possiamo utilizzare una moquette abbastanza spessa e, se avete una o più finestre, delle tende fonoassorbenti.
È necessario insonorizzato anche il soffitto con l’impiego di pannelli diffusori: anche in questo caso, ce ne sono di vari tipi e servono sostanzialmente a controllare le riflessioni acustiche, restituendo un suono più aperto e tridimensionale.
Per quanto riguarda la porta della vostra stanza, se non volete incollare o fissare pannelli, perché volete mantenerne l’integrità e la bellezza, potete optare per un pannello mobile, oppure un materasso, da appoggiare.

Ovviamente, il nostro Home Studio difficilmente potrà ospitare una batteria e grossi amplificatori di basso o chitarra, per cui dovremmo scendere a qualche compromesso: per la batteria, ad esempio, non avendo a disposizione un’ulteriore stanza dedicata o abbastanza capiente, la migliore soluzione è quella di utilizzare una drum virtuale, oppure, se ne avete la possibilità, realizzare una piccola pedana flottante, dove mettere una batteria elettronica con la sua centralina.
Per gli amplificatori, invece, la soluzione migliore è quella di utilizzare delle load box, che sono delle scatolette con cui registrare il suono del vostro ampli preferito, senza utilizzare una cassa e gestire il volume senza dare fastidio!

Bene, finito il capitolo sul trattamento acustico, ci servirà una postazione di lavoro che sia confortevole e dimensionata in base alle nostre esigenze.
Vi consiglio una bella scrivania, che possa ospitare tutte le vostre apparecchiature; fate in modo di stare staccati dalle pareti, altrimenti, come nel mio caso, cercate di posizionare dei pannelli fonoassorbenti e dei diffusori di vario tipo nella zona in cui lavorate.
La vostra workstation sarà composta da un Pc oppure un Mac, una scheda audio, almeno un paio di casse, un paio di cuffie e con il tempo, se uno ha voglia, altre device e outboard di vario tipo, ma all’inizio è meglio partire con le cose essenziali e fare uno step alla volta.
Non dimenticatevi di avere anche una connessione Internet, perché sarà indispensabile per molte cose come, ad esempio, l’installazione e l’aggiornamento dei driver della vostra scheda audio, l’ascolto di un brano su YouTube o Spotify, ecc., ecc.

La scelta della workstation è un po’ soggettiva e dipende molto dal budget a vostra disposizione. In ambiente Windows, probabilmente, i costi si abbassano: assicuratevi però di avere una macchina performante con un buon processore e molta Ram. La scheda audio deve avere almeno 2 ingressi e 2/4 uscite (ce ne sono molte e a vari prezzi: sotto vi lascio alcuni link per gli acquisti); i monitor d’ascolto devono essere del tipo nearfield, che sono monitor adatti per un ascolto ravvicinato da scrivania (il cono della cassa, in questo caso, è consigliato da un minimo di 5″ a un massimo di 8″), non serve spendere soldi in mega padelloni, possono essere sia attivi che passivi, ma vi consiglio, almeno all’inizio per semplicità, di stare su monitor attivi, oppure, se a casa avete un bell’amplificatore vintage di vostro padre o vostro zio potete utilizzarlo con una bella coppia di casse passive.
Scegliete una DAW, ovvero il programma che gestirà le vostre registrazioni (Cubase, Pro Tools, Reaper, Studio One, Logic…): anche in questo caso la preferenza è soggettiva e va un po’a simpatia!
Utilizzate cavi di buona qualità per evitare ronzii e rumori di massa; scegliete una o 2 paia di cuffie, una per voi e una per il cantante o musicista di turno, possibilmente chiuse; un buon microfono per le riprese della voce; uno o più preamplificatori, se la vostra scheda ha dei preamplificatori poco efficaci.

Se avete intenzione di riprendere strumenti acustici potete benissimo utilizzare il microfono per la voce, preferibilmente a condensatore (ricordatevi che per farlo funzionare è necessaria una alimentazione 48v phantom che deve essere inclusa nella scheda audio o sul vostro preamplificatore), uno o due microfoni dinamici tipo gli Shure SM57, uno o due microfoni ambientali tipo gli Oktava MK012, che sono bellissimi e potete riprendere molte cose.

Con il passare del tempo e l’esperienza potete implementare il vostro studio con altro materiale, come ad esempio una control room per gestire 2 coppie di monitor d’ascolto, un secondo monitor video per il Pc, altri microfoni, dell’outboard esterno (effetti, patch bay, compressori), un controller per gestire la vostra DAW, ecc., ecc.

Stay Rock

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