Selected Band

Selected Band #2: Desdæmona


Nata sotto una buona stella

La nascita dei Desdæmona scaturisce dall’incontro tra Anna e Mega, bassista e voce dei Metastasi, nel lontano 2010, in una sala prove di un’associazione padovana. Tra i due nasce una relazione sentimentale ma anche professionale. Anna, che da qualche mese è entrata a far parte della line-up del gruppo musicale ferrarerse Levania, si esibisce con la band, chiamata a fare da spalla in un concerto degli Eliseum, dove conosce il batterista Matteo, che rimane colpito dalle sue doti vocali.

Dopo questo incontro, Matteo si unisce a Anna e Mega, e insieme decidono di realizzare un progetto Symphonic Metal che dia spazio alla personalità di ciascuno, senza troppi vincoli stilistici. Poco dopo, ai tre si unisce il chitarrista Giorgio a completare la formazione: finalmente la band può iniziare a lavorare ai primi brani.
Dopo alcuni concerti a contest e festival locali, nasce nella band la necessità di una chitarra solista che abbracci lo stile che sta maturando nel gruppo; Giorgio, stilisticamente sempre più lontano dalle intenzioni della band decide, a metà del 2012, di concludere l’esperienza con i Desdæmona, aprendo la porta a Enrico, tastierista degli Absenthia e a Mauro, chitarrista solista con influenze Prog e Power.
Nei due anni che seguono i Desdæmona lavorano al loro album di debutto, che viene pubblicato il 16 luglio 2016 come autoproduzione, in occasione della Nightwish Week in Kitee (Kimaf).
Recensioni positive dalla critica e consenso di pubblico nelle esibizioni live si susseguono, toccando il culmine con la pubblicazione del primo video ufficiale nel giugno 2018, Invisibile Thread per la regia di Denis Frison.
Tuttavia, i Desdæmona sono in continuo fermento ed evoluzione, e l’anno successivo avviene nella band una sorta di scissione. Anna e Mega proseguono senza Matteo e Mauro e nel giro di un mese la line-up ritorna al completo con Teo Lost (Lostair) alla chitarra solista, Zack (Adgarios) come turnista per le date estive alla ritmica e Matz alla batteria.
Dopo la partecipazione al Malpaga Folk 2019, i Desdæmona lavorano alla stesura del secondo album, con la produzione del singolo Everdare (Memento Audere Semper) e la cover anni 80 Heaven is a place on Earth, entrambi seguiti dai rispettivi videoclip autoprodotti nel 2020, anno che vede anche l’uscita dalla band e dalle scene di Mega, dopo oltre 20 anni di attività e 13 di collaborazione con Anna. La perdita di Mega, che ha profondamente inciso nella personalità dei Desdemona e nella carriera musicale di Anna, che è passata da una dimensione puramente accademica a quella reale dei live e delle produzioni in studio, proprio in forza di questo incontro e di questa relazione, non ha tuttavia tolto entusiasmo né motivazioni alla band, che sta già lavorando all’uscita del nuovo singolo Nemesis (Blackned Heart).
In questa intervista, Anna si fa portavoce della band: sono risposte autorevoli e senza riserve…

Desdemona, dal greco “sfortunata”, è nell’Otello di Shakespeare una donna per molti aspetti moderna: sceglie il suo destino sposandosi senza chiedere il consenso al padre, e con un “moro” per giunta! incurante delle differenze razziali. Quali idee stanno dietro alla scelta del nome della band?
Si tratta di una scelta che risale a 10 anni fa per cui diventa un po’ difficile, allo stato attuale, determinare quale sia stato precisamente l’iter che ha condotto a questa scelta. Sicuramente c’era la necessità di cambiare nome, in quanto venivamo da una situazione di cover band con i Long For A Dream, progetto tribute Nightwish, che abbiamo riaperto di recente.
Desdæmona – Dus-daemon – significa letteralmente “dal destino avverso” o “nata sotto una stella sfavorevole”. Più che sfortunata, aggettivo che dà una connotazione passiva, questa figura appare invece come una donna coraggiosa e incurante della sorte avversa, che prende le sue decisioni – andare contro al padre, andare a vivere in terra straniera, sposare un uomo di una cultura diversa e noto per il suo temperamento sanguigno e imprevedibile – in modo autonomo a dispetto delle circostanze esterne e delle conseguenze negative.
La scelta iniziale di questo nome, in realtà, affonda le sue radici più su significati filosofici che sulle connotazioni biografiche e psicologiche del personaggio: stiamo parlando del significato letterale e già citato del nome – dal destino avverso – e del concetto di daemon, ossia una creatura/entità che collega l’umano al divino, ma che non è né umana né divina, ben teorizzata nell’opera di Platone Il Simposio, in particolare nel discorso di Diotima a Socrate, sulla natura dell’amore.
A distanza di anni e col senno di poi, il nome che abbiamo scelto appare quanto mai pertinente e attuale rispetto alle dinamiche che ci hanno coinvolto come band e come persone. Sorge pertanto spontanea una riflessione che investe il nome di un nuovo, più drammatico, profondo e personale significato, in entrambe le sue componenti, “Desdæmona” e “daemon”.
Se il personaggio di Desdemona, rispetto all’immaginario collettivo e all’opera Shakespeariana, è legato a quell’ideale d’amore assoluto e incondizionato, presente anche in Romeo e Giulietta, che trova la sua massima espressione e prova di autenticità con il sacrificio della vita stessa degli amanti, allora il “daemon” è proprio Eros che non è ne bello né ricco, ma al contrario è sempre povero e bisognoso, alla ricerca di possedere ciò che costituisce il suo oggetto di desiderio e bene massimo, ovvero l’amato, come descrive Platone ne Il Simposio, Discorso di Socrate a Diotima.
In questo contesto però, Eros non è solo l’amore passionale-animico tra due esser umani, ma anche l’istinto creativo dell’artista, di “partorire nel bello” e accedere in qualche modo alla dimensione dell’immortalità: una dimensone dove “l’amore è il desiderio di possedere il bene per sempre”, sia esso attraverso la dimensione creativa dell’arte, che attraverso il sentimento in grado di unire due esseri umani.
Si tratta di due aspetti che ho avuto la fortuna di conoscere e vivere appieno all’interno della band e per i quali sono estremamente grata, anche consapevole del fatto che, laddove uno dei due, indipendentemente, viene meno, quello che permane ha lo straordinario potere di dare anche all’altro la possibilità di sopravvivere.

Un artista vorrebbe poter vivere della sua arte e non dover essere qualcun altro. Nella vita di tutti i giorni, “giù dal palco”, chi siete? La musica come professione è uno dei vostri obiettivi? Avete un background accademico o da autodidatti?
È vero, un musicista non dovrebbe essere costretto ad essere qualcun altro per mantenersi o finanziare le proprie opere. Purtroppo viviamo in un contesto dove l’arte e ancor più la musica viene scambiata, mercificata e scaricata come se fosse il sottofondo sonoro del quotidiano, senza una vera consapevolezza del valore che la dimensione artistica e creativa rappresenta per le nostre vite. È abbastanza certo che, se togliessimo a tutti la possibilità di ascoltare musica anche per breve tempo, ci si renderebbe presto conto del valore fondamentale che essa ha per l’essere umano.
Nella vita di tutti i giorni siamo istruttore di fitness/event manager, addetti alla logistica e magazzino e impiegato informatico.
Sicuramente la musica come professione è tra gli obbiettivi di alcuni di noi e della band come entità collettiva. Tra i musicisti che hanno fatto e fanno parte della band, alcuni sono autodidatti, altri accademici; questi ultimi sono coloro che hanno contribuito alla stesura strutturale e armonica dei brani, laddove invece gli altri hanno saputo ben concentrarsi sull’arrangiamento, sulla ricerca sonora di specifici strumenti e sulla revisione stilistica . È chiaro che la formazione accademica, per quanto riguarda la musica, rappresenta una carta vincente quando parliamo dell’arrangiamento orchestrale e della struttura narrativa del brano, ma la creatività non dev’essere pensata come qualcosa che deriva dalla preparazione teorica.
La musicalità e la capacità di comunicare efficacemente attraverso il proprio strumento è cosa che molte volte viene acquisita positivamente più con l’esperienza, la cultura personale – intesa come vasta ed eterogenea conoscenza delle band e delle loro produzioni musicali – e via via che ci si misura con la scrittura e con la vita. Nel fare questa riflessione, penso in particolare allo strumento a cui molte band Symphonic danno minor rilievo: il basso. Il contributo di Mega, a mio avviso, ha avuto un ruolo determinante nel contraddistinguere creativamente il nostro sound e il nostro stile, con interventi e accompagnamenti mai scontati e frutto di una lunga ricerca musicale.

La storia dei Desdemona sembra ruotare attorno alla tua sensibilità e alle tue idee. Infatti, mentre negli anni lo stile è rimasto abbastanza simile, gli altri ruoli hanno visto un frequente alternarsi di musicisti.
Sicuramente l’idea di fondo per quanto riguarda lo stile e l’immaginario viene da me, ma a livello di songwriting ci sono stati diversi contributi e tutto quello che è stato prodotto dalla band non sarebbe mai stato possibile senza l’apporto fondamentale e unico di tutti i componenti, uno dei quali – non faccio nomi, ma non è un segreto… – è stato per me un’indiscussa fonte di ispirazione e di incoraggiamento.

Come nasce un nuovo brano e in che misura ciascun componente contribuisce alla sua confezione?
Innanzitutto, pignoleria, ma il termine “confezione” è secondo me un po’ inadeguato, musicalmente parlando. Per quanto mi riguarda cerco di procedere di pari passo con testo e musica, che inizialmente scrivo al pianoforte: risulta infatti sempre difficile dare parole a una musica, ancor più che il contrario, ma capita che si lavori anche così. In tal caso i tempi si allungano un po’.
A mio modo di vedere, testo e musica sono legati intrinsecamente, in quanto la seconda deve rappresentare univocamente l’immaginario del primo.

In particolare, come nascono i testi delle vostre canzoni e cosa volete comunicare a chi li ascolta?
Se è vero che alcuni testi sono ispirati ai caratteri e alle trame dell’opera verdiana, per il resto, ogni testo è una storia a sé, seppure, la dimensione sentimentale e autobiografica, costituisca un tema ricorrente. In particolare, gran parte dei testi dell’album in produzione sarà influenzata dalla sfera di riflessione, che ha caratterizzato la domanda che ci hai posto sul nome.
Il massimo grado di efficacia di un brano, in termini comunicativi, viene senz’altro realizzato nel momento in cui l’ascoltatore vi ritrova sé stesso e la sua esperienza emozionale. In parole povere quando qualcuno ti dice: “mi sono sentito esattamente così anch’io, ma non trovavo le parole per dirlo”, oppure, “la musica ed il testo rappresentano quello che ho vissuto anch’io”. E devo dire, che qualche volta, con nostra grande soddisfazione, questa circostanza si è verificata.
Se, da un lato, questo aspetto mi ha e ci ha gratificato profondamente come artisti, dall’altro vi è un altro aspetto che, come essere umano e soprattutto come donna mi è stato di fondamentale aiuto nei momenti di difficoltà e mi ha in un certo senso salvato la vita… e qui mi rivolgo in particolare al pubblico femminile… ma anche ai maschietti metallari che nascondono un cuore sensibile.
A tutte/tutti noi è capitato o capiterà nella vita di trovarsi di fronte a qualcosa che, sentimentalmente parlando, appare più grande di noi e trascende il senso e il percorso stesso della vita; sia che vogliamo cercare di risanare una profonda ferita o una spaccatura, sia che vogliamo comunicare a quella persona che gli abbiamo messo in mano il cuore e non ce lo possiamo più riprendere, niente è efficace e niente dà più soddisfazione – se mai di soddisfazione o magra consolazione si possa parlare – che scrivere un brano, farglielo ascoltare, arrangiare e suonare: provare per credere… è molto meglio che fare una dichiarazione d’amore, chiedere una seconda possibilità o bucare le gomme di una macchina. Il motivo per cui tutti, musicisti e non, dovremmo sviluppare la nostra parte creativa è che ha un grande potere terapeutico, e pur non costituendo affatto una via di guarigione certa, può anche salvarti la vita.

Qual è la vostra idea di musica e di musicista, e quali sono le vostre fonti di ispirazione o influenze musicali?
Il ruolo ideale del musicista e dell’artista si realizza senz’altro quando è in grado di esprimere sé stesso, la sua identità e la sua dimensione di vita, condividendoli con il fruitore senza quei compromessi legati al mercato e senza quelle limitazioni legate al budget. Un ideale che purtroppo non sempre è facile da realizzare, ma in favore del quale ci si dovrebbe sempre schierare ed impegnare. Senza dubbio, il Symphonic Metal classico – Nightwish Epica, Within Temptation, ecc. – rappresenta una fonte di ispirazione condivisa tra tutti i componenti, ma vi è stato anche una considerevole influenza, parlo per quanto riguarda il background dei componenti della band, anche di altri generi di Metal, come il Power Prog dei Therion, Stratovarius, Helloween, Gamma Ray, il Classic, il Trash e il Death Melodic rappresentato dai Megadeth, Venom, Iced Earth, Dark Tranquillity, In Flames, Rotting Christ, Sentenced… solo per citarne alcuni.

Quanto lavoro dedicate alla ricerca di nuove sonorità e quali sono gli elementi di stile che vi contraddistinguono?
Abbiamo sempre dedicato la giusta attenzione a costruire una sonorità caratterizzante, inizialmente per quanto riguardava le orchestre e il basso.
Attualmente, dal cambio di Line up del 2019, la ricerca sonora è un aspetto che sta curando e approfondendo Teo, in senso più globale e a livello di studio, fermo restando che l’aspetto compositivo e creativo, in senso stretto, rappresenta una condizione primaria e fondamentale della produzione musicale e anche della ricerca sonora. La stessa cosa possiamo dire di Matz, che sta lavorando a tutta la parte ritmica con un’impronta decisamente più progressive rispetto al passato.

Il 2016 ha visto il vostro primo e per ora unico album “Starcrossed”. Parlateci di come è nato questo lavoro.
Il primo album è essenzialmente la raccolta di tutti i pezzi che sono stati composti dal 2011 al 2015 e il titolo è solo un’altra chiave di lettura e definizione del significato etimologico di Desdaemona, “pia creatura nata sotto maligna stella”, dall’Otello di Verdi.

I fan e la critica influenzano la vostra musica e la scelta dei brani che decidete di proporre?
Praticamente in forma minima se non nulla… facciamo quello che ci piace.

Sappiamo che state lavorando a un nuovo album. Ce ne volete parlare?
In realtà stiamo optando per un release periodico di singoli. Certamente sarà un album più aggressivo, più drammatico, più maturo e anche più Metal del precedente. In particolare, la chitarra in un ruolo più centrale sia a livello compositivo che sonoro, ha permesso un’evoluzione e un salto di qualità in tal senso. Alcuni brani sono tecnicamente più complessi, altri più divertenti da eseguire o da ascoltare, e a livello di testi non ci sono filtri… non che dobbiamo arrivare al Parental Advisory, ma sicuramente più viscerali, visivi ed emozionali rispetto al lavoro precedente.

Per concludere esprimete un desiderio…
Se facessi rispondere ai miei compagni, molto probabilmente la risposta potrebbe essere: il già trito e ritrito firmare con una major e trascorrere il resto della vita in tour mondiali, Covid permettendo.
Vivere in un ambiente musicale, sia all’interno che all’esterno della band, più sano, meno ipocrita e arrivista, nonché più meritocratico e rispettoso di quei valori umani che permettono una ricerca artistica autentica e libera.
Se potessi esprimere un desiderio, dovrei innanzitutto rispettare l’essenza del desiderio stesso, che letteralmente è un qualcosa che viene dalle stelle – De-sidera – e che, per essere autentico, deve venire dal cuore ed essere libero da condizionamenti e limitazioni di sorta: “Suonare al Wacken con la line up dell’estate 2019, esattamente come eravamo in quel periodo, se non meglio”.

DESDÆMONA

Nome: Desdæmona
Luogo di origine: Padova
Genere musicale: Symphonic Metal
Inizio attività: 2011

LINE-UP

Anna: Soprano Vocals, Piano & Orchestra scoring
Teo Lost: Lead & Rhytmn Guitar
Mega: Bass Guitar (fino al 2020)
Matz: Drums & Cymbals

CONTATTI

Facebook: https://www.facebook.com/desdaemona.official
YouTube: https://www.youtube.com/user/DesdaemonaOfficial
ReverbNation: https://www.reverbnation.com/desdæmona
SoundCloud: https://www.soundcloud.com/desdaemona
Twitter: https://www.twitter.com/_desdaemona_
Mail: desdaemona.music@gmail.com
Telefono: +39.345.4414663

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