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LO SPETTACOLO SCENDE IN PIAZZA


Manifestazione a Rovigo il 13 febbraio e a Padova il 23

Per raccontare a persone “del settore” che cosa sono le Maestranze dello Spettacolo Veneto basta dire che “chiunque sa quanto male sia messo il mondo dello spettacolo”.
Ci sarà un motivo se il limite di giornate contributive fissato per ricevere i bonus è stato fissato a 7 in un anno. SETTE. Qualsiasi professionista lo vivrebbe come un oltraggio. Questo spiega bene lo stato di salute del mondo del nostro lavoro.

Ci sarà un motivo se “la musica non è un lavoro”, se non ci si può ammalare, se non si possono avere figli, se essere donna è una condanna come e più che in altri settori, se si ha paura di farsi male ad ogni evento, se si è vittime dell’intermittenza, se esistono i rimborsi spesa invece delle retribuzioni.
Ci sarà un motivo se i turni sono assurdi, le paghe miserabili, le prospettive nulle.

Ecco, che il 1 maggio del 2020 abbiamo sfidato le restrizioni imposte dal lockdown e con grandissimo responsabilità, consapevoli della serietà della pandemia, ci siamo trovati in piazza come per un bisogno comune, e con una rapida occhiata abbiamo capito che era venuto il momento di cercare di cambiare questa situazione.

Da quel giorno abbiamo semplicemente continuato a pensare di volerlo fare.

E sono nate iniziative, sono nati percorsi, sono scaturite consultazioni e conferenze e web call.
Piano piano abbiamo radunato colleghe e colleghi. Una iniziativa all’INPS, una in Comune, e ti ritrovi in una grande manifestazione Nazionale dei Territori a Venezia con centinaia di persone che lavoravano ovunque. Dalla festa della birra al teatro di tradizione.
Poi la falsa ripartenza, e un po’ ti incazzi. Si va in Prefettura, si riempie tutto di bauli perché “anche il baule ha il suo carattere”.
Ancora, insieme, persone con professionalità e percorsi diversi ma con gli stessi problemi, gli stessi desideri.

Con questo spirito abbiamo capito i bisogni reciproci, abbiamo agito in coordinamento con altri Comitati e collettivi nel Paese. Abbiamo costruito una rete intersindacale – RISP – con con alcuni sindacati di base. Abbiamo presentato delle linee guida per riforma strutturale del nostro sistema contrattuale. Chiediamo uno strumento di continuità del redditto che riconosca il carattere strutturalmente intermittente del nostro lavoro, la valorizzazione della formazione, tutele esigibili in caso di malattia e la possibilità di ricevere un giorno una pensione dignitosa ad un’età accettabile.

Qui in Veneto stiamo lavorando sul territorio.
Abbiamo chiesto e ottenuto sostegno economico e riconoscimento. La mobilitazione ha garantito un bonus a tante persone. E questo bonus poi è stato preso a modello da molte altre Regioni e molti altri Coordinamenti.

Abbiamo avviato un ragionamento politico che parte dai finanziamenti pubblici -che devono essere riconosciuti solo se c’è rispetto per chi lavora: contributi, sicurezza, prospettive- e che va a finire ai fondi necessari a garantire tutto questo.

Crediamo sia assolutamente necessario procedere in questa direzione: fare gruppo, parlare a colleghe e colleghi, fare mente comune e agire insieme a persone anche diverse da noi, far capire che non si lascia indietro nessuno.

Vogliamo tornare a lavorare in condizioni migliori per chiunque. Non accetteremo la guerra tra poveri, quella che abbiamo già assaggiato nella “falsa ripartenza” di questa estate. Non vogliamo cambiare lavoro, né scegliere tra salute e salario. E questo non è un sogno, è possibile, basta la volontà poltica.
Abbiamo passato la vita a studiare, migliorarci, abbiamo investito un’esistenza “nello spettacolo” ed è la cosa che vogliamo continuare a fare, ma vogliamo anche “reddito, diritti, dignità”.

Questo è Maestranze Spettacolo Veneto.
Un gruppo eterogeneo di persone che vogliono cambiare le cose, e che prendono la situazione in mano e lo fanno.

Ci vediamo sabato 13 febbraio alle 12 in Piazza Matteotti a Rovigo.

Poi a Padova il 23 per #UNANNOSENZAEVENTI

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