Selected Band

Selected Band #1: Hellion


Il tributo italiano agli W.A.S.P.

E se Blackie Lawless fosse nato donna? Tranquilli, non intendo fare un “What If?” sul vecchio Lawless, perché una risposta esiste già: continuate a leggere, ve la rivelo io.

Se non li avete ancora incontrati e ascoltati, sappiate che gli Hellion sono la prima e unica tribute band dei W.A.S.P. in Italia, dato di per sé eccezionale, se non fosse che ancora più eccezionale è il fatto che il ruolo di Blackie nella band è interpretato da una figura femminile, che per l’energia e la potenza che sprigiona in presenza e nella voce, riesce a ricreare efficacemente le atmosfere e le tensioni del mitico gruppo statunitense.

Sto parlando, naturalmente, di Marzia Fontana “Lady W.A.S.P.”, voce e frontwoman degli Hellion, una band nata tra Padova e Venezia nel 2018 da una sua annosa passione per le sonorità di Lawless; passione talmente grande che ha coinvolto, ma sarebbe meglio dire “travolto”, dapprima il talentuoso chitarrista Roberto Baldan, suo compagno di vita, poi, Tad “Fourstrings” Mercanti e Alberto Lemoni, rispettivamente al basso e alla batteria, in grado di creare il valore aggiunto di una sezione ritmica straordinaria.

Gli Hellion offrono un’esibizione assolutamente fantastica, con una coreografia che emula gli show degli W.A.S.P.; non mancano la motosega di “Chainsaw Charlie”, né il sangue ingurgitato dal teschio e neppure l’asta portamicrofono “Elvis” a forma di scheletro. Ascoltare brani storici come, I Wanna Be Somebody, L.O.V.E. Machine, Blind In Texas, Wild Child o le struggenti power-ballad, Sleeping In The Fire e Forever Free, interpretate dalla voce sensuale, ma graffiante e tagliente di Marzia, è un’esperienza assolutamente irrinunciabile per gli amanti del genere.

La track list dei loro concerti comprende anche i bellissimi The Idol, Arena Of Pleasure, Chainsaw Charlie, oltre che Hellion, il pezzo che ha ispirato il nome della band, School Daze, Meanman e Animal (Fuck Like A Beast), il famosissimo pezzo “immorale” del 1984, censurato nell’album del debutto.

Durante il lockdown marzolino del 2020, in cui tutte le esibizioni musicali sono state soppresse, la band ha rivolto un pensiero a tutti i suoi fan, registrando il video “a distanza” che potete vedere in questa pagina: L.O.V.E. Machine.

Incontrarli nella vita di tutti i giorni, per l’intervista che tra poco leggerete, mi ha convinto che c’è molto di più dietro all’immediata impressione di parlare con dei ragazzi “normali”, come ce ne sono tanti, con i loro sogni e la poesia negli occhi, perché, quando gli Hellion salgono sul palco e t’incalzano con le prime note, la loro musica sembra dire “ribellati alle convenzioni, ribellati ai soprusi: sentiti libero!”, e il sangue ti scorre impetuoso e ti accorgi di non riuscire a stare fermo.

Alle nostre domande risponde Marzia, portavoce e frontwoman degli Hellion…

Allora, Marzia, raccontaci chi sono gli Hellion e come vivono il loro rapporto con la musica nella vita di tutti i giorni.
Il progetto Hellion tribute to W.A.S.P. è partito da una mia idea, proposta successivamente agli altri membri della band, che hanno accettato con entusiasmo, nonostante l’impegno che comportava.
Per prima cosa ho pensato al nome della band: Hellion è il titolo di una canzone del loro album omonimo del ’84. Successivamente ho progettato i loghi, la locandina, le grafiche dei banner da palco e, infine, ho personalmente costruito l’asta microfono “Elvis”, che richiama quella che usava Blackie, in scala necessariamente più piccola per esigenze di trasporto.
Come si può immaginare, tutto questo ha implicato e implica tuttora un rapporto con la musica molto stretto, sia dal punto di vista musicale – per migliorarsi sempre di più – che da quello promozionale e nei rapporti con i locali. Diciamo pure che con la musica abbiamo un rapporto molto impegnativo, visto che le sue problematiche si sommano a quelle che abbiamo nella normale vita lavorativa di tutti i giorni.

Interpretare gli W.A.S.P. è anche condividere la loro esperienza musicale plasmata sulla e dalla personalità di Blackie Lawless, che negli anni, fino al più recente album Golgotha, ha capovolto la sua visione della vita: da ribelle incitante la libertà dei costumi a portavoce di un certo tipo di cristianità. Concordate con questo pensiero?
Tributiamo gli W.A.S.P. per la grande personalità di Blackie, il suo carisma e spessore artistico, e rispettiamo i suoi cambiamenti negli anni. Sono convinta che crescendo tutti modifichiamo i nostri punti di vista, e ognuno lo fa alla propria maniera. Premesso questo, come tribute band, non dobbiamo necessariamente seguire “per punto e per segno” la sua filosofia di vita; ci piace la musica, la teatralità, la drammaticità, l’energia che esprime e anche l’ironia presente in alcuni suoi testi. Il nostro obiettivo è quello di ricreare quell’atmosfera, quelle vibrazioni, quelle emozioni che Blackie trasmette, non necessariamente essere una copia del suo modo di vivere.

Marzia, il ruolo che occupi nella band è quello di interpretare Lawless. Dal punto di vista femminile spiegaci come riesci a identificarti in un personaggio che spesso esibiva un pensiero assolutamente maschilista, con la donna relegata a un ruolo di oggetto di piacere per l’uomo.
Interpretare Blackie è un ruolo molto difficile perché non lo si può definire in un’unica maniera, ha mille sfaccettature diverse.
Ho assistito a molti suoi concerti: sono stata e sono affascinata principalmente dalla sua tecnica vocale; dai testi in cui rivedo alcune mie situazioni personali – soprattutto nelle canzoni piu intimistiche –; dalla drammaticità che possiede nel cantare, oltre che alla potenza della sua musica. Io interpreto queste sfaccettature dell’artista, mentre l’aspetto estremo e se vogliamo discutibile, che caratterizzava questo genere musicale – ora fortunatamente lo è di meno, anche se non è sparito del tutto – mi ha sempre interessato poco.

Durante le vostre esibizioni i brani che proponete al pubblico si rifanno agli W.A.S.P. del primo periodo, omettendo la fase successiva, forse quella più politica e impegnata del gruppo, che denuncia le atrocità e le guerre causate dall’uomo manipolato dalle fedi politiche e religiose. Quel è la ragione di questa scelta?
È stata principalmete una scelta legata al nostro amore per l’heavy metal degli Ottanta, periodo d’oro per questo genere musicale, in cui io e Roberto, i più vecchi del gruppo, abbiamo cominciato ad appassionarci di musica. Il nostro repertorio richiama la fase più d’impatto, più trasgressiva e rappresentativa dell’epoca, e che ha maggiormente colpito noi e i suoi fan. Con questo non significa che non apprezziamo il Blackie attuale, più riflessivo e intimo, anzi, diciamo che musicalmente i suoi lavori più recenti sono decisamente di più elevato valore tecnico. Anche per questo motivo in scaletta proponiamo, The Last Runaway, brano tratto dal recente Golgotha del 2015.

The Idol, dall’album The Crimson Idol, è un brano che vi “appartiene” particolarmente. Si tratta di un pezzo che denuncia la solitudine e il bisogno di amore di un uomo che, come sappiamo, finirà con il suicidarsi. Come mai questo amore per un brano così pessimista, che non dà alcuna speranza e che fa del suicidio una via che libera dalle sofferenze?
Tutto The Crimson Idol è centrato sulla vita di Jonathan che, nato in una famiglia in cui era totalmente incompreso e maltrattato dai genitori, che gli preferivano il fratello, decide di andarsene per diventare una rockstar. Si ritrova però a dover combattere da solo contro un mondo che lo sfrutta, gli toglie l’anima e lo porta poi al suicidio. The Idol è il brano del concept album che parla della solitudine provata da Jonathan durante la sua rincorsa al successo. E chi, per svariati motivi, non ha mai provato la solitudine?
Il pezzo ci tocca particolarmente perché descrive profondamente questa condizione. Il guardarsi allo specchio e vedersi nelle vesti di un angelo caduto che cerca un rifugio per proteggersi e che, nonostante le sue grida d’aiuto, nessuno lo sente, è un’immagine molto forte presente nel testo di The Idol. Il trasporto emotivo che proviamo nell’interpretare dal vivo il pezzo è grande: noi, lo “sentiamo” molto questo brano.

Fare musica è fare arte. Attraverso l’arte, l’artista desidera comunicare ed esprimere se stesso e quello che ha dentro. Interpretare gli W.A.S.P. vi completa e appaga da questo punto di vista? Esiste in voi il desiderio e la necessità di realizzare brani completamente vostri?
Gli Hellion sono un tributo agli W.A.S.P. e questo devono fare. Il repertorio è formato da brani heavy molto “tirati” ed altri molto più sentimentali; per interpretarli serve una certa attitude verso il genere e verso la band. Se vuoi davvero tributare gli W.A.S.P. devi aver quel feeling altrimenti è meglio suonare qualcos’altro. Quello che facciamo è davvero impegnativo e molto appagante per noi. Non si esclude la possibilità di fare musica inedita in futuro, ma allora si tratterebbe di un altro progetto musicale.

Quali sono i vostri progetti attuali e futuri?
Il nostro obiettivo è quello di far conoscere il più possibile la musica degli W.A.S.P. Siamo consapevoli che è una band molto discussa, ma anche molto amata dai fan e  interpretare bene la loro musica non è mai facile. Durante le nostre esibizioni, oltre all’aspetto musicale dobbiamo curare anche la parte teatrale, che in ambito W.A.S.P. non è proprio un’operazione da poco! Infatti, nei nostri show abbiamo sempre una vera motosega, che utilizziamo in Chainsaw Charlie e c’è sempre un teschio pieno di sangue pronto per essere bevuto… per non parlare dell’asta microfono Elvis.
Un altro progetto parallelo agli Hellion sono i GLAMSTAR-Tribute to ’80 Metal, altra nostra creatura che dal 2009 propone la musica delle band degli anni Ottanta che amiamo di più: W.A.S.P., Twister Sister, Motley Crue, Kiss, Poison, Manowar, Skid Row e altre. Chi vuole approfondire la nostra conoscenza può farlo visitando le nostre pagine social o contattandoci ai nostri indirizzi.

HELLION

Nome: Hellion Tribute to W.A.S.P.
Luogo di origine: Padova-Venezia
Genere musicale: Heavy Metal ’80s
Inizio attività: 2018

LINE-UP

Marzia “Lawless” Fontana: Vocal & Rhythm Guitar
Roberto Baldan: Guitars & Backing Vocals
Tad “Fourstrings” Mercanti: Bass & Backing Vocals
Alberto Lemoni: Drum

CONTATTI

Facebook: https://www.facebook.com/hellionwasptribute
YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=A9MvC9Xrw40
Istagram: https://instagram.com/helliontributetowasp?igshid=hiegjmhg6hi
Mail: helliontributetowasp@gmail.com
Telefono: +39.335.6330552

Condividi l'articolo!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *